BPA (Bisfenolo A)

La nuova sfida per l’Imballaggio Metallico

20 febbraio 2012

COSA È IL BISFENOLO A?

Il bisfenolo A (BPA) è un prodotto chimico sintetico che viene impiegato nella fabbricazione di molte plastiche per uso alimentare. Si tratta di un costituente del policarbonato (PC) che viene utilizzato nella produzione di biberon, bottiglie e recipienti in plastica, in quanto è trasparente, rigido ed infrangibile, una caratteristica che protegge dal rischio di ferimenti. Il BPA è presente nelle resine epossidiche che vengono utilizzate per i rivestimenti interni delle lattine per alimenti.

Nome chimico formale (IUPAC)
2,2-bis(4-idrossifenil)propano

QUADRO NORMATIVO DELL’ UE

Si definiscono “materiali a contatto con prodotti alimentari” tutti i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti. Ad esempio imballaggi e recipienti costituiti da materiali vari come plastiche, gomma, carta e metallo. I requisiti generali a cui devono rispondere tutti i materiali destinati a venire a contatto con alimenti sono stabiliti dal regolamento 1935/2004/EU.
L’ Unione Europea ha autorizzato l’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti con il regolamento 10/2011/EU conosciuto anche come “PIM” (Plastic Implementation Measures). Nel gennaio del 2011 la Commissione Europea proibisce nell’ UE la produzione di biberon per l’infanzia che contengono BPA vietando la commercializzazione e l’ importazione nell’ UE di tali prodotti con la Direttiva 2011/8/EU, che di fatto restringe l’impiego del bisfenolo A nei biberon di plastica.

RUOLO ED ATTIVITÀ DEL EFSA

L’ EFSA (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è operativa fin dal 2002, ed è riconosciuta come l’organismo europeo di riferimento per la valutazione del rischio in merito ad alimenti e mangimi, nutrizione e salute di animali e piante. L’ attività svolta sui materiali a contatto con alimenti è condotta dal gruppo di esperti scientifici dell’ EFSA (gruppo CEF).
Studi sul BPA risalgono già dal 2002. Recentemente in un comunicato stampa del settembre 2010, gli scienziati de gruppo CEF concludono, di non essere riusciti a individuare alcuna nuova prova che li induca a rivedere l’attuale dose giornaliera tollerabile (DGT) per il BPA di 0,05 mg/kg di peso corporeo, stabilita dall’EFSA nel suo parere del 2006 e riconfermata nel parere del 2008. Il gruppo di esperti ha inoltre dichiarato che i dati attualmente disponibili non forniscono prove convincenti della tossicità del BPA a livello neurocomportamentale.

PERCHÉ IL BISFENOLO A POTREBBE ESSERE VIETATO IN FRANCIA A PARTIRE DAL 2014?

Il 27 settembre del 2011 l’ Agenzia Nazionale della Sicurezza Sanitaria francese (ANSES) ha pubblicato due rapporti sulla valutazione del rischio relativi alla presenza di BPA nei materiali a contatto con alimenti. I documenti evidenziano gli effetti dannosi del BPA sulla salute emersi da studi condotti su animali, e i sospetti emersi da ricerche realizzate su esseri umani anche a bassi livelli di esposizione. L’Agenzia ritiene che esistano prove scientifiche sufficienti per porre come obiettivo prioritario la riduzione dell’ esposizione delle fasce di popolazione più suscettibili (donne in gravidanza e bambini piccoli). Il documento pone anche la prospettiva di sostituire l’uso del BPA in ambito alimentare. Dopo la pubblicazione del dossier, il 12 ottobre l’ Assemblea nazionale francese ha approvato un disegno di legge che vieta l’uso di BPA a partire dal 2014. Il provvedimento prevede il bando della sostanza da tutti gli imballaggi alimentari.
Alla luce della valutazione francese, la Commissione Europea ha deciso di chiedere all’EFSA se esistono nuovi dati che possono portare a riconsiderare la valutazione tossicologica sul BPA pubblicata nel settembre 2010.

POSIZIONE EFSA SUI DATI DELL’ANSES

Su richiesta della Commissione Europea, l’EFSA ha pubblicato una dichiarazione sul BPA in risposta alle relazioni del settembre 2011 dell’ ANSES. Gli esperti del CEF ritengono nel complesso che le informazioni contenute nella relazione riguardo agli effetti del BPA sulla salute non giustifichino una modifica delle considerazioni espresse dal gruppo nel parere del 2010 sulla sicurezza del BPA. Il gruppo scientifico chiarisce che il lavoro condotto dall’ ANSES si è limitato all’identificazione del pericolo mentre l’EFSA ha effettuato una valutazione del rischio completa del BPA.
L’EFSA ha in corso un programma per monitorare gli sviluppi scientifici in merito la BPA. Il gruppo di esperti riconsidererà il proprio parere dopo aver ulteriormente valutato nuovi studi e nuovi dati provenienti da studi a basse dosi, attualmente negli Stati Uniti, che saranno disponibili nel 2012.

PERCHÉ IL BISFENOLO A NON È VIETATO IN SVIZZERA?

Vietare il BPA significherebbe spingere l’industria degli imballaggi a orientarsi verso altre sostanze la cui tossicità è meno conosciuta. Questo vorrebbe dire sostituire una sostanza che ha fatto l’oggetto di innumerevoli ricerche con un rischio evidentemente più difficile da valutare. L’ UFSP (Ufficio Federale della Sanità Pubblica) svizzero ha studiato le relazioni scientifiche delle varie agenzie di sicurezza alimentare e ritiene che il livello di esposizione al BPA attraverso il cibo non comporta alcun rischio per i consumatori, compresi i neonati. Per quanto riguarda la tossicità del BPA L’UFSP, d’accordo con gli esperti dell’EFSA che basano la loro valutazione su dati scientifici consolidati, ritiene che la DGA (dose giornaliera accettabile), stabilita dai tossicologi, protegge adeguatamente i consumatori. Il divieto di biberon, che possono cedere BPA (principalmente biberon in policarbonato) da parte dell’Unione Europea, non si basa su considerazioni scientifiche ma sull’ applicazione del principio di precauzione. È importante sottolineare che questa posizione è condivisa dalle stesse autorità che hanno vietato i biberon contenenti BPA (ad esempio il Canada, http://www.hc-sc.gc.ca/fn-an/securit/packag-emball/bpa/index-fra.php).

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Quality System Manager QEHS
Dott. Francesco Simone

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